Morivamo di freddo da oggi disponibile on line

Come preannunciavo in un post di qualche giorno fa, da oggi Morivamo di freddo si può acquistare dal sito della casa editrice, Durango, ma anche in tanti negozi online. Tutte le notizie sono in questa  pagina.
 
La collana di cui questo libro digitale fa parte si chiama R.i.D. (Romance in Durango): storie che hanno al centro una sofferenza psichica e un processo di guarigione. 
Il motto della casa editrice è "libri digitali e persone in carne e ossa". Motto che mi piace molto.
 
 
La filosofia editoriale e la concezione della lettura (della funzione del libro e del godimento ritraibile dalla lettura) sono efficacemente spiegate da Massimo Giuliani, direttore editoriale di Durango, in questa  pagina. Filosofia e concezione alle quali aderisco e che mi rendono orgogliosa di far parte della squadra.
 
Grazie a ogni persona che questo libro ha trovato sul suo cammino, dal 2009 a oggi. Sono davvero tanti coloro che hanno dato suggerimenti, consigli e incoraggiamenti: amici cari, editor, autori. Non li nomino uno per uno, ciascuno sa bene la mia riconoscenza, più volte espressa e qui ribadita con commozione. 
 
Rosalia Messina
 
 

La sfida del digitale: Durango

 




Come vi dicevo qualche giorno fa, Durango è una realtà da tenere d'occhio. Seguite il link e scoprirete una prima sorpresa, della quale sono molto lieta perché mi riguarda.
Buona lettura, come sempre.

Rosalia Messina


Tenete d'occhio Durango!

Durango è una casa editrice digitale che vi consiglio di tenere d'occhio, perché ha fatto e farà cose molto interessanti. Pubblica libri di saggistica varia e di narrativa. Se vi va di saperne di più andate a curiosare qui. Massimo Giuliani vi racconta della crescita della casa editrice e poi, di link in link, potrete dare un'occhiata alle opere già pubblicate, sbirciare quelle future, iscrivervi alla newsletter.
Per ispirare la sana curiosità di chi legge, ecco tre titoli:



Lucia Corsale recensisce "Favole a colori"

Solo poche parole per segnalare questa bella e appassionata recensione delle mie Favole a colori illustrate da Francesco Bedeschi, scritta da Lucia Corsale e ospitata da Maria Lucia Riccioli sul suo blog:
Come sempre, buona lettura!


Note a margine di una recente polemica

   L'acceso dibattito che è nato e si è diffuso sui social a seguito di un'intervista rilasciata due giorni fa alla giornalista di Repubblica Brunella Torresin da Marco Bonassi, direttore della libreria Feltrinelli di piazza Ravegnana a Bologna, mi induce a fare un'osservazione molto semplice.
   Riporto il passaggio incriminato dell'intervista, così non incorro in indebite traduzioni del pensiero altrui. Si sta parlando della lista di libri Scelti per voi, dieci titoli di saggistica e dieci di narrativa, che fino a Natale Bonassi propone ai lettori:
  «Di autrici nemmeno una?
   Lo confesso, non ne leggo molte. E non volevo barare, né fare il politicamente corretto.»

  Il giorno dopo il direttore spiega meglio  su Repubblica il suo pensiero, che Emanuela Giampaoli riassume così: «...preferisce dedicarsi alla saggistica e tutto sommato anche i romanzieri maschi li frequenta poco.» Testualmente (cioè tra virgolette) la giornalista riporta poi questa dichiarazione: «Nessuna discriminazione, è solo che nel mio campo di interesse, che spazia dalla filosofia all’astrofisica passando per la letteratura russa e mitteleuropea, le voci femminili sono oggettivamente poche. E comunque quelle poche le leggo. C’è ad esempio un saggio recente di Serena Vitale che si intitola “Il defunto odiava i pettegolezzi” su Majakovskij, che è uno dei titoli più interessanti usciti negli ultimi tempi e lo regalerò anche a Natale.»

 Premetto che sono contraria a qualunque tentativo di fornire al prossimo  le dodici tavole su cosa si deve e non si deve mangiare, su come si deve o non si deve trasorrere il tempo libero e via spaziando in tutti i territori che riassumiamo con il termine cultura. Niente modelli culturali da imporre, per quanto mi riguarda; rispetto chi legge cose diverse da quelle che amo leggere io e anche chi non legge nemmeno l'elenco telefonico. 
  
  Detto questo, però, dichiarazioni come quelle di Marco Bonassi mi suggeriscono un'altra riflessione. Avete notato che per lavorare con i libri (per venderli e anche per pubblicarli) pare non sia necessario amarli? Non voglio dire che Bonassi non ami i libri, però mi colpisce il fatto che tagli fuori dai suoi interessi quasi per intero la letteratura: le scrittrici donne, sembra di capire, in quanto raramente (davvero?) scrivono saggistica, ma anche i narratori maschi non gli interessano molto. E, per associazione di idee, mi viene da chiedere: di quanti editori che avete conosciuto (mi rivolgo a chi scrive e naviga nelle acque limacciose dell'editoria italiana) potete dire che amano la scrittura, che leggono davvero i libri, che pubblicano solo o almeno prevalentemente opere in cui credono? Il libro è una merce come un'altra, non occorrono passione e vocazione per fare un mestiere in cui si maneggiano i libri. Io l'ho scoperto di recente, a sessant'anni suonati. E che vogliamo farci, non tutti nascono imparati, come si dice dalle parti mie.
Rosalia Messina

Favole

  Il mio amore per i libri e per la lettura nasce dalle favole che ho avuto tra le mani sin da quando imparai a riconoscere il senso che acquistavano le lettere dell'alfabeto quando si combinavano tra loro. 
  La mia infanzia si è nutrita prima delle favole classiche dei Grimm e di Andersen e, man mano che crescevo, di quelle più difficili (ma incantevoli) di Oscar Wilde. E poi Pinocchio, le fiabe di Luigi Capuana e Le novelle della nonna di Emma Perodi. Con grande emozione attendo quindi la pubblicazione, ormai imminente, delle mie Favole a colori (Algra Editore), illustrate dal giovane e talentuoso Francesco Bedeschi.

Rosalia Messina

Autunno, favole e colori

   Settembre, andiamo... Tempo di controesodo, chi ancora non lo ha fatto torna al quotidiano autunnal-invernale, al travaglio usato. Vabbe', mi vengono queste citazioni da studentessa delle medie, chissà perché. Forse perché la mia prossima pubblicazione, sempre con Algra Editore (che ha pubblicato Gli anni d'argento), è un libro di favole? Sarà questo a farmi regredire ai tempi della scuola media? Ma poi, perché sarebbe un regresso?
  Le favole che vedranno la luce in autunno hanno al centro il colore: il colore che segna in qualche modo una diversità, il colore che guarisce. Ne parlo perché l'editore Alfio Grasso ha annunciato questa nuova pubblicazione (come quelle di altri autori) nell'ambito di una manifestazione tenutasi il 30 agosto a Nicolosi, in cui, in un clima di festa, si è fatto il punto sulle attività della casa editrice e sui progetti futuri.
    Buona ripresa e buone letture a tutti!











   Rosalia Messina